IL DARDO del 1 FEBBRAIO 2026 – Si scrive pacifisti si legge DELINQUENTI

Basta ipocrisie: Torino è stata ostaggio della vostra complicità.
Cari attivisti, pacifisti della domenica e sedicenti “democratici” col megafono: è ora di finirla con la patetica barzelletta dei “pochi infiltrati”. È troppo comodo riempirsi la bocca con il numero di 50.000 partecipanti per vantare un successo politico, per poi rimpicciolire magicamente la folla quando si tratta di contare i delinquenti.
Se eravate davvero una marea umana di 50.000 persone contro cento “mele marce”, la matematica vi condanna. Come mai non avete mosso un dito? Dov’era la vostra sbandierata superiorità morale mentre le camionette andavano in fiamme?
La realtà è cruda: il vostro non è pacifismo, è complicità attiva. Avete fatto da scudo umano, avete offerto il mimetismo della folla a chi lanciava bombe carta e pietre, trasformando il corteo in un porto franco per la guerriglia urbana. Se una folla oceanica non vuole o non sa isolare cento criminali, significa che, in fondo, quei criminali vi rappresentano perfettamente. Sono il vostro braccio armato, quello che voi non avete il coraggio di essere mentre restate a guardare.
Siete campioni di retorica sui diritti e la democrazia, ma Torino ieri ha visto solo la vostra vigliaccheria. Chi tace, chi guarda e chi copre la ritirata del branco è colpevole quanto chi scaglia il sasso. Risparmiateci i piagnistei sulle cariche di alleggerimento: chi permette che la propria città venga devastata perde ogni diritto di invocare la protezione di quello Stato che vorrebbe veder bruciare.
La responsabilità di questo schifo è solo vostra. Assumetene la colpa, o tacete per sempre.
@guidodellarovere