IL DARDO del 29 LUGLIO 2026 – Piscine segregate e burkini: la risposta di Futuro Nazionale a difesa della nostra libertà

Quanto sta accadendo nelle piscine pubbliche italiane non è un’iniziativa d’integrazione, ma un preoccupante cedimento culturale e normativo. Dalla piscina comunale di Tor Tre Teste a Roma — dove si è scelto di stabilire orari di accesso riservati alle sole donne con la possibilità di indossare il burkini e con personale rigorosamente femminile — fino ai casi dell’Alto Adige, come il lido di Salorno, assistiamo alla legittimazione di veri e propri orari segregati per genere nei servizi pubblici.

Non possiamo fare finta di non vedere la direzione in cui stiamo andando: si tratta di un reale e concreto rischio di islamizzazione progressiva della nostra società, in cui si tenta di far passare norme e costumi fondamentalisti come diritti sociali o presunte opportunità di inclusione.

L’iniziativa del vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, che ha presentato un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’Interno Matteo Piantedosi e dello Sport Andrea Abodi, evidenzia con chiarezza la gravità della situazione. Accettare che in una struttura pubblica si imponga la divisione per genere o si avvallino simboli di sottomissione femminile significa rinnegare decenni di conquiste civili e principi fondamentali della nostra Costituzione, a partire dalla parità tra uomo e donna.

Non c’è integrazione quando per accogliere chi arriva si cancellano le regole del Paese che accoglie. Quando lo Stato e le amministrazioni locali arretrano, consentendo la creazione di “zone franche” sottomesse a precetti religiosi, il risultato non è la convivenza, ma la frammentazione del tessuto sociale.

Come Futuro Nazionale, ribadiamo una posizione ferma e senza ambiguità: gli spazi pubblici sono e devono rimanere aperti a tutti, nel rispetto delle regole, della sicurezza e dei valori della nostra comunità.

Non tollereremo che questo modello di progressiva capitolazione culturale si estenda ai nostri territori. Futuro Nazionale vigila per fare rispettare le nostre leggi, le nostre tradizioni e, soprattutto, la nostra libertà. Chi vuole vivere in Italia deve adattarsi ai principi di libertà e uguaglianza che definiscono la nostra civiltà, senza pretese di deroghe o corsie preferenziali fondate sulla religione.

Guido DELLAROVERE