IL DARDO del 26 LUGLIO 2026 – Nessuna tolleranza per le minacce allo Stato: la sicurezza e la legalità non si barattano

Negli ultimi giorni abbiamo assistito all’ennesima dimostrazione di come una certa frangia dell’estremismo politico cerchi di strumentalizzare vicende di cronaca per lanciare attacchi frontali alle istituzioni e alle forze dell’ordine. La manifestazione organizzata a Milano dai centri sociali in occasione del caso Fakir, accompagnata da slogan sulla presunta «repressione», sul «razzismo padronale» e sugli improbabili «omicidi di Stato», rappresenta un campanello d’allarme che la politica e le istituzioni non possono e non devono ignorare.

Sottovalutare la portata di quanto sta accadendo sarebbe un errore strategico ed esiziale. Quando dagli altoparlanti e nei cortei si ascoltano frasi minacciose come «Arriveremo. Da settembre queste piazze le accendiamo», non ci troviamo di fronte a semplice folklore di protesta o a giovanili intemperanze verbali. Derubricare queste parole a innocua propaganda o a pura provocazione politica è un’autentica complicità morale. Chi promette di «incendiare le piazze» sta annunciando con precisione chirurgica un piano d’azione volto allo scontro sociale, alla devastazione delle nostre città e all’attacco sistematico alle forze dell’ordine. La storia di questo Paese ci insegna che quando l’eversione verbale viene tollerata o minimizzata, il passo verso la violenza fisica e la guerriglia urbana è breve e inevitabile.

Di fronte a un pericolo così concreto per la sicurezza pubblica, lo Stato non può permettersi il lusso dell’attesa o della prudenza tattica: ha il dovere costituzionale e morale di intervenire subito, prima che le minacce si trasformino in vetrine infrante, auto alle fiamme e agenti feriti. Chi soffia sul fuoco del disordine e non rispetta le leggi dello Stato deve essere perseguito con la massima severità e, ove ne ricorrano i presupposti per i soggetti stranieri, allontanato immediatamente dal territorio nazionale.

Purtroppo, assistiamo ancora troppo spesso a un corto circuito permissivo in cui la fermezza necessaria viene edulcorata o vanificata da una visione giustificazionista, che si ostina a far passare l’intimidazione di piazza per «libertà di espressione». Non possiamo continuare ad aspettare l’evento tragico per poi versare lacrime di coccodrillo nelle aule parlamentari o sui giornali.

Come Futuro Nazionale, da Biella a tutto il territorio nazionale, ribadiamo la nostra linea intransigente:

  1. Piena e incondizionata solidarietà alle Forze dell’Ordine, scudo della nostra democrazia contro ogni aggressione ideologica e violenta.
  2. Tolleranza zero e azione preventiva contro i professionisti del disordine, trattando ogni minaccia di piazza per quello che è realmente: un attacco diretto alla sicurezza dei cittadini.
  3. Difesa inflessibile della legalità, affinché le nostre città non diventino ostaggio di frange estremiste che pensano di essere al di sopra della legge.

Lo Stato non può e non deve fare un solo passo indietro. La sicurezza dei cittadini perbene non si baratta con la compiacenza verso chi odia le nostre istituzioni.

Guido DELLAROVERE