IL DARDO del 12 SETTEMBRE 2026 – L’ipocrisia del «Campo Largo»: mentre la sinistra sfila a Montecitorio, in piazza spuntano le bandiere di Hamas

Ci sono giornate in cui la realtà ha il pregio di far cadere ogni velo di ipocrisia. Ciò che è accaduto davanti alla Camera dei Deputati, durante il presidio organizzato dalla sinistra contro il Disegno di Legge sull’Antisemitismo, è l’ennesima dimostrazione della profonda ambiguità ideologica che attanaglia l’opposizione.

Mentre in Commissione Affari Costituzionali si discute una misura necessaria e di civiltà per contrastare il riemergere dell’odio antiebraico ed equiparare le tutele agli standard internazionali dell’Ihra, fuori dai palazzi le forze di opposizione — dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle, fino alla Sinistra Italiana — hanno scelto di scendere in piazza a braccetto con le solite sigle dell’antagonismo militante. Il risultato? Nel cuore della Capitale, tra slogan ideologici, sono spuntate in bella mostra le bandiere dei gruppi terroristici di Hamas ed Hezbollah, accompagnate dai vessilli del regime iraniano.

I parlamentari del “campo largo” presenti al sit-in — tra cui esponenti di primo piano come Laura Boldrini e Riccardo Ricciardi — si sono affrettati a prenderne le distanze soltanto dopo che la frittata era fatta. La solita solfa: ci si professa difensori della libertà d’espressione, si grida alla “censura” contro chi critica Israele, e poi ci si ritrova ad allinearsi, volenti o nolenti, con le frange dell’estremismo islamista.

La verità è che il Partito Democratico è completamente spaccato e allo sbando. Da una parte ci sono esponenti come Piero Fassino che riconoscono la bontà di una norma educativa e di prevenzione culturale; dall’altra un’ala radicale condotta dalla segreteria Schlein che rincorre i Giovani Democratici e la piazza movimentista pur di non perdere l’egemonia a sinistra. Un’ambiguità pericolosa che finisce per soffiare sul fuoco del risentimento e dell’antisionismo rabbioso.

Come Futuro Nazionale, lo diciamo con estrema chiarezza e senza esitazioni: il confine tra la critica politica e la compiacenza verso organizzazioni terroristiche deve rimanere netto e indiscutibile. L’antisemitismo non è una questione di parte né una clava ideologica, ma un veleno da estirpare. La sinistra smetta di inseguire gli estremismi di piazza, ritrovi un briciolo di senso delle istituzioni e voti responsabilmente a favore del Ddl Antisemitismo. L’Italia non può permettersi alcuna indulgenza nei confronti di chi flirta con il terrore.

Guido Dellarovere