IL DARDO del 18 APRILE 2026 – Medio Oriente…il caos è servito!!! 

Prendete una ciotola bella capiente, possibilmente di quelle che usavano i persiani per servire il vino prima che diventassero tutti astemi per decreto khomeinista. Versateci dentro mezzo chilo di sciiti, un chilo abbondante di sunniti (quelli wahhabiti sono più piccanti, dosateli con cautela), una manciata generosa di sionisti israeliani (freschi, mi raccomando, altrimenti diventano subito “coloni oppressori” e rovinano il sapore), e inƱne, come tocco Ʊnale da chef stellato del disastro, spruzzateci sopra una bella dose di yankee: democratici o repubblicani non fa diƯerenza, tanto il risultato è lo stesso.

Mescolate energicamente con un cucchiaio di diplomazia ONU (quello di legno, perché quello d’argento se lo sono già fregato tutti). Lasciate riposare per qualche decennio in un forno a microonde chiamato “petrodollari”. Et voilà: il caos è servito. Caldo, fumante, e con contorno di missili, attentati e tweet di Trump.

La ricetta è antica, risale più o meno all’anno in cui gli inglesi e i francesi si divisero la torta ottomana con un righello e un paio di forbici (“Qui taglio io, lì tagli tu, e chi se ne frega se dividiamo tribù che si odiano da mille anni”). Da allora è diventata un classico del genere “commedia degli errori mediorientali”.

Gli sciiti dicono: «Noi siamo i veri eredi del Profeta, gli altri sono usurpatori». I sunniti rispondono: «Voi siete eretici persiani che venerano tombe, andate a farvi fottere a Qom». I sionisti, nel frattempo, guardano la scena e pensano: «Bene, Ʊnché si scannano tra loro non ci rompono le palle con le intifade». Gli yankee, con l’innocenza di un bambino che gioca con la dinamite, arrivano e dicono: «Ehi ragazzi, facciamo la democrazia! Elezioni libere! Separazione dei poteri! E poi vi vendiamo qualche F-35 e un po’ di democrazia in più, che fa sempre bene».

Risultato? L’Iraq è diventato il paradiso dei kamikaze. La Siria è un campo di battaglia a cielo aperto dove combattono tutti contro tutti, inclusi i russi, i turchi, gli iraniani, Hezbollah, l’ISIS e il tizio del kebab all’angolo che ha deciso di arruolarsi per noia. Lo Yemen è una guerra per procura così complicata che nemmeno gli yemeniti capiscono più per chi stanno combattendo. L’Iran e l’Arabia Saudita si guardano in cagnesco da quarant’anni Ʊngendo che sia una questione religiosa, mentre in realtà è solo la solita storia di due bulli di quartiere che si contendono il cortile (e il petrolio).

Nel frattempo gli yankee cambiano idea ogni quattro anni come si cambia mutande: prima abbattiamo Saddam (era sunnita, quindi cattivo), poi armiamo i curdi (che stanno simpatici a tutti tranne che ai turchi), poi litighiamo con l’Iran (che è sciita, quindi ora è il cattivo di turno), poi Ʊrmiamo gli Accordi di Abramo con i sunniti moderati (quelli che moderati lo sono solo quando gli conviene), poi litighiamo di nuovo con i sauditi perché uccidono un giornalista, poi torniamo amici.

È il più grande reality show della storia umana, solo che invece dei voti del pubblico ci sono i droni e le testate nucleari.

E il bello è che ogni volta che qualcuno prova a dire «Forse dovremmo smetterla di mescolare queste robe», arriva subito il coro unanime:

Gli sciiti: «È colpa dei sunniti!»

I sunniti: «È colpa degli sciiti e degli ebrei!»

Gli israeliani: «È colpa di Hamas, Hezbollah, Iran e di chi non ci lascia vivere in pace».

Gli americani: «È colpa di chi non vuole la democrazia (e comunque noi siamo venuti solo per portare la libertà, giuro)».

Nel frattempo il cittadino medio mediorientale, quello che vorrebbe solo andare a lavorare, fumarsi una sigaretta e non farsi esplodere da qualche fanatico, guarda il cielo e sospira: «Allah, se esisti, ti prego: mandaci un diluvio universale. Almeno laviamo via ‘sti quattro gruppi e ricominciamo da capo con gente normale».

Ma Allah, evidentemente, ha altro da fare. Forse sta guardando il reality pure lui. E scommetto che fa il tifo per gli underdog.

Buon appetito, mondo. Il caos è servito. E il conto, come al solito, lo pagheranno i civili.