IL DARDO DEL 26 APRILE 2018 – IL GRANDE BLUFF

Honestà, libertà, bla bla bla. Ecco la truffa dei cinque stelle diventare di dominio pubblico. Ho sentito molti dirlo e ho letto molti articoli mesi e anni fa: l’obiettivo della Casaleggio e associati, questa società di business molto brava a strappare il consenso delle masse, era governare. Punto. Nessun ideale, nessuna idea. Non gliene poteva fregare di meno. Però al mercato incontravo e incontro signore e signori, anche amici, che ancora oggi difendono il rigore dei cinque stelle: devono governare loro, perché gli altri sono ladri e capre.

E invece sono solo degli opportunisti. Personalmente l’ho sempre visto, ma spero che oggi lo vedano anche gli altri. La Lega, assieme a loro, con il centrodestra, vince le ultime elezioni. E’ vero che il centrodestra è la somma di almeno tre partiti, ma il proporzionale è fatto così. L’abbiamo voluto fortemente, ora va accettato nelle sue logiche piene.

La Casaleggio e associati va avanti per quasi due mesi a corteggiare la Lega per fare un governo, la Lega fa presente di essere parte di un gruppo di alleati e non da sola, e la Casaleggio si volta dall’altra parte e decide di allearsi con quel Pd che ha massacrato fino alla fine dell’ultima campagna elettorale, infamandolo in tutti i modi possibili. Ma bastasse questo. Ma figuriamoci. Cerca di fare un governo totalmente diverso, su priorità totalmente diverse rispetto a quelle che avrebbe avuto con la Lega.

E allora dove stanno le idee? Dove stanno i programmi? Questa io la chiamo truffa bella e buona, un pacco in pieno stile. E poi non una truffa qualsiasi.

Questa è una truffa scientifica: imbonisco un po’ di brava gente che ci crede, la convinco di essere l’unica alternativa, le sventolo in faccia una serie di punti di programma convincenti e poi una volta che abbiamo i numeri facciamo quello che vogliamo.

E qui concludo: se fosse per bene del Paese mi turerei il naso, ma per il bene di una società privata che controlla il Governo italiano e lo vuole fare a tutti i costi, qualche pensiero me lo farei venire. Specie se dovessimo tornare al voto. E non è un pensiero buono.