80 ANNI DI REPUBBLICA: IL SACRIFICIO DEI PADRI, L’IDENTITÀ DELLA PATRIA E LE SFIDE DEL FUTURO
Ricorrono oggi gli ottanta anni dalla nascita della Repubblica Italiana. Un traguardo storico che non può e non deve ridursi a una sterile celebrazione di facciata, a un mero esercizio di retorica istituzionale o, peggio, a una parata di circostanza. L’80° anniversario della nostra Repubblica rappresenta, al contrario, il momento del bilancio profondo, del richiamo orgoglioso alle nostre radici e della riaffermazione, fiera e senza tentennamenti, dei valori identitari, patriottici e sovrani che fanno dell’Italia una Nazione unica al mondo.
Cosa festeggiamo oggi? Non festeggiamo un pezzo di carta firmato nel 1946, ma il compimento di un destino millenario. Festeggiamo il popolo italiano: una comunità di sangue, di cultura, di storia e di tradizioni che affonda le sue radici nell’Impero Romano, nel Rinascimento, nel Risorgimento e nel sacrificio supremo di generazioni di soldati che hanno bagnato col proprio sangue i confini sacri della Patria. Diventare Repubblica è stato l’atto con cui questo popolo ha ripreso in mano il proprio destino, decidendo di camminare a testa alta nel consesso delle grandi nazioni mondiali.
”La Patria non è un concetto astratto da salotto intellettuale, né un’espressione geografica modificabile a piacimento. La Patria è la terra dei padri, è il legame indissolubile tra chi è stato, chi è e chi sarà. Custodirla è un dovere militare e morale.”
In questi ottant’anni, l’Italia ha dimostrato una forza straordinaria, rialzandosi dalle macerie di un conflitto devastante grazie al lavoro, alla disciplina, allo spirito di sacrificio e al genio italico. Valori veri, pragmatici, distanti anni luce dalle derive del modernismo fluido e dal politicamente corretto che oggi vorrebbero anestetizzare la nostra società. I nostri nonni non hanno ricostruito questo Paese con i “diritti desiderati” o con le rivendicazioni di minoranze urlanti, ma con il dovere quotidiano, l’attaccamento alla famiglia tradizionale e l’amore viscerale per la propria terra.
Oggi la Repubblica si trova ad affrontare sfide epocali che minacciano la sua stessa sopravvivenza identitaria. Assistiamo a un tentativo sistematico di cancellare la nostra cultura in nome di un globalismo indistinto, di un multiculturalismo fallimentare e di un progressismo che rinnega il merito, l’eccellenza e la sicurezza.
Celebrare ottant’anni di Repubblica significa allora fare una scelta di campo netta:
Riaffermare la centralità dello Stato contro ogni ingerenza esterna e contro il tentativo di svuotare le nostre istituzioni democratiche a favore di burocrazie sovranazionali non elette.
Proteggere la nostra storia, la nostra lingua e la nostra fede, elementi cardine che definiscono l’essere italiano. Senza identità, un popolo si trasforma in una massa indistinta di consumatori.
Riconoscere il valore insostituibile delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine, custodi della sicurezza interna ed esterna. Uno Stato che non difende i propri confini e non garantisce la sicurezza dei propri cittadini smette di essere uno Stato sovrano.
L’anniversario odierno deve proiettarci verso il futuro con il coraggio delle posizioni nette. Non c’è spazio per le zone grigie o per il conformismo di chi vorrebbe un’Italia debole, rassegnata e sottomessa alle mode del momento. Il futuro della Repubblica appartiene a chi ha il coraggio di dire la verità, a chi non si vergogna di definirsi patriota e a chi crede ancora nei valori dell’onore, della lealtà e del dovere.
Guardiamo agli ottanta anni passati non con nostalgia pessimistica, ma con l’orgoglio di chi sa da dove viene e, proprio per questo, sa dove vuole andare. Viva l’Esercito, viva il Popolo italiano, viva la Repubblica, viva la Patria!
Guido DELLAROVERE
Referente Comitato Costituente
FUTURO NAZIONALE BIELLA 352
