IL DARDO del 19 luglio 2026 – Basta schiaffi alle divise: lo Stato smetta di coccolare i delinquenti e difenda chi ci protegge!

La pazienza dei cittadini onesti è finita. Sono troppi gli affronti a chi indossa una divisa, non è più tempo di diplomazia o di timidi appelli al rispetto delle regole. La Legge va applicata e rispettata, sia chiaro, perché è sovraordinata a chiunque. Ma oggi assistiamo a uno spettacolo indegno: un sistema giudiziario che sembra implacabile e spietato solo con le persone perbene, mentre si trasforma in un comodo ammortizzatore sociale e assistenziale per i peggiori criminali e assassini.

Le cronache non lasciano spazio a dubbi, descrivono un’impunità che fa vomitare. Parliamo di Gabriele Natale Hjorth, uno dei due assassini che nel luglio 2019 ha massacrato il vice Brigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega a Roma. Liquidato con una condanna ridicola a meno di 11 anni, oggi questo signore si gode i domiciliari a Fregene, nella villa della nonna, con il braccialetto elettronico. Un servitore dello Stato sotto terra, il suo assassino al fresco condizionato del litorale romano. È questa la vostra giustizia?

E non è finita qui. Alejandro Augusto Stephan Meran, il mostro che nell’ottobre 2019 ha freddato gli agenti Matteo Demenego e Pierluigi Rotta direttamente dentro la Questura di Trieste, se l’è cavata con un’assoluzione totale perché giudicato incapace di intendere e volere. Zero giorni di galera vera. Spostiamoci a Torre del Greco: Tommaso Severino, imbottito di alcol e droga, travolge e uccide il poliziotto Aniello Scarpati in servizio sulla Volante. Risultato? Dopo appena otto mesi è già a casa, ai domiciliari. Otto mesi per aver spento la vita di un poliziotto.

Io lo chiedo con tutta la rabbia e l’indignazione di chi rappresenta una comunità stanca di subire: i servitori dello Stato meritano questo schifo? Perché chi massacra un poliziotto o un carabiniere mentre fa il proprio lavoro non marcisce in galera con l’ergastolo ostativo, senza sconti e senza benefici? Perché lo Stato non garantisce nemmeno un risarcimento sacrosanto ai familiari delle vittime, lasciandoli soli nel dolore?

“Siamo di fronte a una giustizia capovolta e codarda. Lo Stato che non difende i propri uomini in divisa non è uno Stato sovrano, è un’istituzione complice del degrado e della delinquenza.”

Questo scandalo intollerabile diventa una provocazione intollerabile se paragonato a vicende come quella del gioielliere Mario Roggero. Lì, contro un uomo onesto, rapinato, terrorizzato ed esasperato che ha reagito alla violenza, la macchina giudiziaria si è mossa con la ferocia e la celerità dei giorni migliori, infliggendo condanne pesantissime. La Legge è Legge, certo, ma deve essere uguale per tutti! Non può essere una ghigliottina per chi lavora e un tappeto rosso per chi delinque.

Come Futuro Nazionale a Biella, diciamo basta. Non tollereremo più che chi aggredisce, ferisce o uccide un uomo in divisa possa beneficiare di cavilli, sconti di pena e domiciliari dorati. Chi tocca un poliziotto, un carabiniere o un finanziere tocca la patria e deve pagare fino all’ultimo centesimo, in una cella d’isolamento. Difendere le forze dell’ordine significa difendere i confini della nostra civiltà. Chi non lo capisce è complice di questa deriva.

Guido Dellarovere