Che il Consiglio comunale di Biella non sia esattamente il luogo ideale per omaggi solenni e commemorazioni internazionali, è ormai una triste consapevolezza. Ma ciò a cui abbiamo assistito durante l’ultima seduta ha superato ogni aspettativa, e non certo in positivo.
Si discuteva di osservare un minuto di silenzio in memoria di Kirk, figura simbolica per una comunità colpita da un tragico assassinio. Un gesto semplice, doveroso, umano. Eppure, è bastato questo per scatenare l’ennesimo teatrino politico. I consiglieri di minoranza, anziché aderire con senso civico e rispetto, hanno preteso una sorta di “scambio”: il loro sì al minuto per Kirk solo in cambio di un omaggio anche alla deputata democratica americana Melissa Hortman — scomparsa il 14 giugno scorso — il cui nome, con ogni probabilità, non sarebbe stato riconosciuto nemmeno da loro stessi prima di googlarla.
Che si trattasse di una provocazione lo si è capito al volo. Del resto, in nessuno dei due consigli comunali successivi alla morte della parlamentare statunitense era mai stata avanzata una simile proposta. Solo ora, per pura opportunità politica, si pretendeva di inserirla nel dibattito. Perché? Perché era democratica, e quindi da onorare per principio? Siamo al paradosso: trasformare un momento di silenzio in una questione di partito.
Fortunatamente il Consiglio, con una certa eleganza istituzionale, ha accolto entrambe le commemorazioni. E chissà, magari ora dal paradiso Kirk e la Hortman staranno cercando Biella su una mappa, stupiti che una cittadina italiana abbia deciso di ricordarli. Un gesto nobile, certo. Ma resta l’amaro in bocca per l’ennesima occasione sprecata di mostrare unità e rispetto, senza secondi fini.
A peggiorare il quadro, il tono acceso del confronto: interventi sopra le righe, mancanza di rispetto nei confronti del Sindaco (interrotto più volte), e un clima da talk show più che da aula istituzionale. Il primo cittadino ha reagito con forza — forse anche troppa — ma in certi casi, è vero, per farsi sentire con chi non vuole ascoltare, servono toni forti. Anche se, va detto, a volte “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”.
In tutto questo frastuono è quasi passata sotto silenzio una doppia assenza significativa: quella dei consiglieri civici di maggioranza, che per la seconda volta consecutiva hanno disertato l’aula. Ufficialmente, nessuna motivazione degna di nota. Ufficiosamente, si mormora di malumori dovuti a promesse non mantenute dopo le elezioni del 2024 — in particolare, una “poltroncina” sfumata. Se così fosse, saremmo davanti all’aspetto più misero della politica locale: non l’urlo polemico o la provocazione ideologica, ma la delusione da incarico mancato.
Auspichiamo che scene del genere restino episodi isolati. E soprattutto che non si debbano più commemorare leader politici assassinati, per non dover vedere strumentalizzati anche i momenti di cordoglio. Ai consiglieri tutti va l’augurio di lavorare seriamente — e in silenzio, se serve — per rispondere alle vere urgenze dei biellesi. Che forse ignorano chi fossero Kirk o Hortman, ma sanno perfettamente cosa significhi affrontare ogni giorno problemi concreti che un buon consiglio comunale dovrebbe saper ascoltare e risolvere.
@guidodellarovere

