La notizia del decesso di Monica Esposito, morta dopo oltre due mesi di agonia in rianimazione a seguito del drammatico attacco del 16 maggio nel centro di Modena, lascia un senso di profonda ingiustizia e sconcerto. Una donna di 55 anni, intenta a camminare in una via pedonale, ha perso la vita travolta da un’auto lanciata a folle velocità contro la folla.
Ma oltre al dolore per la vittima e alla vicinanza ai tanti feriti — tra cui donne che hanno subito amputazioni devastanti —, questa vicenda impone una riflessione politica e istituzionale rigorosa, senza ipocrisie.
L’autore di questo gesto, Salim El Koudri, pur essendo incensurato e nato in Italia, era già noto e seguito dai servizi di salute mentale per gravi disturbi di tipo schizoide. È qui che il sistema mostra tutta la sua fragilità: com’è possibile che un soggetto affetto da patologie psichiatriche di tale gravità possa circolare liberamente, mettersi alla guida di un mezzo e trasformarsi in una bomba ad orologeria in mezzo alla folla?
Come Futuro Nazionale Biella, riteniamo che la sicurezza e la salute pubblica non possano essere trattate con superficialità o burocratica rassegnazione:
- Monitoraggio e prevenzione reale: Chi è in carico ai Centri di Salute Mentale ed evidenzia patologie a rischio o comportamenti destabilizzati deve essere soggetto a protocolli di monitoraggio stringenti. Non possiamo permettere che l’incapacità di gestione sanitaria si scarichi sulla pelle di incolmi cittadini.
- Certificazione della capacità di guida: È inaccettabile che non vi sia una comunicazione immediata e automatica tra le strutture sanitarie territoriali e gli organi preposti al rilascio o alla sospensione della patente di guida per i soggetti con gravi patologie psichiatriche.
- Certezza della pena e giustizia per le vittime: Nessuna perizia o giustificazione di comodo deve attenuare la responsabilità di chi distrugge vite e famiglie. La giustizia deve essere rapida e severa.
Il nostro territorio e la nostra comunità meritano di vivere in città sicure, dove camminare in un centro storico non comporti il rischio di non fare ritorno a casa. La tragedia di Monica Esposito non deve essere archiviata come un semplice “fatto di cronaca” o un “incidente imprevedibile”: è il sintomo di un sistema di prevenzione e controllo che ha fallito.
Futuro Nazionale continuerà a battersi a Biella come in tutto il Paese per rimettere al centro tre principi fondamentali: legalità, prevenzione e tutela prioritaria delle vittime.
Guido DELLAROVERE

