C’era una volta la coerenza politica, o almeno l’illusione di essa. Oggi, a Biella, assistiamo invece a capriole poltrone-centriche che lasciano i cittadini a dir poco sbigottiti. L’ultimo capitolo di questa commedia nostrana ruota attorno alla concessione di Piazza Falcone per il posizionamento del maxi schermo destinato a trasmettere la partita del Marocco. Un’operazione che ha un sapore politico chiarissimo e che non possiamo far finta di non vedere.
Parliamo di Mohamed Es Saket: un percorso politico da record, il suo. Passato con disinvoltura dal Partito Democratico alla lista civica di Gentile, fino ad approdare, infine, tra le braccia di Forza Italia. E quale migliore benvenuto, o forse dovremmo chiamarla “ricompensa”, se non la concessione su un piatto d’argento di Piazza Falcone?
A questo punto la domanda sorge spontanea e la poniamo direttamente ai vertici del parti-to: è Es Saket che è improvvisamente diventato un uomo di destra, oppure è Forza Italia Biella che si sta progressivamente e pericolosamente avvicinando alla sinistra? Perché a guardare certe dinamiche, il dubbio non è solo lecito, è d’obbligo.
Ma c’è un retroscena ancora più inquietante che merita di essere portato alla luce. Da quanto ci risulta, pare che la richiesta iniziale non fosse affatto per Piazza Falcone, bensì per Piazza Duomo
Sì, avete capito bene. Si volevano fare le prove generali a Biella di ciò che abbiamo già tristemente visto accadere in Piazza Duomo a Genova. Un tentativo di occupazione simbolica del cuore storico e religioso della nostra città, inizialmente mascherato da evento sportivo
Ci chiediamo, con ferma preoccupazione e un pizzico di amara ironia: quale sarà il prossimo passo? Dobbiamo aspettarci che il prossimo diktat del politicamente corretto e dell’integrazione a senso unico ci veda tutti quanti riuniti in Piazza Duomo, ma non per le nostre tradizioni, bensì per pregare Allah?
Biella e i biellesi meritano chiarezza. Il Comitato Futuro Nazionale non resterà a guardare mentre si barattano gli spazi e l’identità della nostra città sull’altare del trasformismo politico e del consenso facile. Forza Italia risponda alla città, se ancora ha il coraggio di definirsi un partito di centrodestra.
Guido DELLAROVERE

