La sentenza definitiva del Consiglio di Stato che rigetta il ricorso del Comune di Muzzano, confermando l’apertura di un Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS) da 50 posti nell’ex struttura salesiana, rappresenta l’ennesima, dolorosa dimostrazione di un sistema cieco. Una vera e propria doccia fredda per una comunità di appena 550 abitanti. Come Futuro Nazionale Comitato Biella, esprimiamo la nostra totale solidarietà al sindaco Roberto Favario e a tutti i cittadini della Valle Elvo, unendoci al loro profondo rammarico e alla loro ferma opposizione.
Questa vicenda non è solo un caso giuridico, ma la plastica rappresentazione di una ferita democratica: i territori non hanno più voce in capitolo. Di fronte alla fredda applicazione di una norma burocratica, la realtà politica, sociale e logistica dei nostri piccoli comuni viene sistematicamente calpestata.
Una scelta folle che ignora le proporzioni
Imporre 50 migranti in un paese di 550 anime significa imporre un rapporto insostenibile di un ospite ogni dieci residenti. Chi ha preso questa decisione nei palazzi della Prefettura o nei ministeri ha la minima idea di cosa significhi per un piccolo borgo montano? Ha presente la totale mancanza di trasporti pubblici adeguati e di servizi strutturati capaci di assorbire un simile impatto?
La risposta è no. Liquidare inizialmente come “premature” le richieste di incontro e di dialogo avanzate dagli amministratori locali è un atto di arroganza istituzionale inaccettabile. Si preferisce imporre d’imperio un modello emergenziale piuttosto che ascoltare chi la terra la vive e la governa ogni giorno.
Il “Modello Valle Elvo” contro il business dell’emergenza
La reazione compatta dei 13 Comuni dell’Unione Montana Valle Elvo, che hanno fatto quadrato attorno a Muzzano superando ogni steccato partitico, dimostra che questa è una battaglia di civiltà e di buon senso. Gli amministratori locali non stanno rifiutando l’accoglienza in sé; stanno difendendo un metodo virtuoso. Per oltre dieci anni il territorio ha gestito i flussi migratori attraverso i progetti Sprar e Sai: un’accoglienza diffusa, basata su piccoli numeri in appartamenti, che garantisce integrazione vera e sicurezza.
Oggi, lo Stato centrale cancella dieci anni di gestione virtuosa per cedere alla logica dei grandi centri di massa calati dall’alto, alimentando quello che giustamente viene definito il “business dell’emergenza”. Non è una battaglia contro le persone, è una trincea ideologica contro un metodo fallimentare.
Futuro Nazionale difende il diritto al territorio
Futuro Nazionale nasce sul territorio per difendere i diritti calpestati delle nostre province e delle nostre comunità. Non possiamo tollerare che i nostri sindaci siano ridotti a meri esecutori di decisioni prese altrove, costretti a subire attacchi diretti agli equilibri socio-assistenziali delle loro comunità. I primi cittadini sono l’avamposto dello Stato, non i capri espiatori di una politica migratoria centrale totalmente fuori controllo.
Nel rispetto della Repubblica, prendiamo atto della sentenza, ma la nostra resta una ferma e totale opposizione politica e sociale. Difendere Muzzano e la Valle Elvo significa difendere l’identità, la dignità e il futuro di tutto il Biellese. Non arretreremo di un millimetro.
Guido Dellarovere

