IL DARDO del 02-07-2026 – SCUOLA E DISABILITÀ: L’IPOCRISIA DI UN’INCLUSIONE CHE DIVENTA ABBANDONO. ORA BASTA DOGMI

Diciamoci la verità, senza i filtri ipocriti del politicamente corretto che stanno anestetizzando il buon senso: il modello della scuola italiana sull’inclusione ha fallito. E a pagare il prezzo più alto di questa menzogna ideologica sono proprio le famiglie e i ragazzi più fragili, usati come bandiere da sventolare nei convegni progressisti e poi abbandonati a se stessi nelle aule reali.

Le posizioni del Generale Roberto Vannacci hanno avuto il merito enorme di scoperchiare questo calderone di finto buonismo. Come Futuro Nazionale, non abbiamo paura di dirlo chiaramente: l’inclusività “a tutti i costi” è diventata il paravento dietro cui lo Stato nasconde la propria totale impreparazione e il disimpegno economico e strutturale. Si riempiono la bocca con parolone solidali, ma la realtà che vivo e che mi viene riferita quotidianamente da decine di genitori disperati è ben diversa.

È la realtà di ragazzi con disabilità grave lasciati a vagare per i corridoi per ore, considerati un “peso” o una distrazione, mentre il resto della classe fa lezione. Questa non è integrazione, questa è barbarie mascherata da progresso. È un parcheggio sociale che pulisce la coscienza dei burocrati ma distrugge il futuro dei ragazzi.

Dobbiamo avere il coraggio, anche culturale, di invertire la rotta. Parlare di classi o strutture dedicate non significa discriminare, significa fare l’unica cosa seria: garantire un’attenzione prioritaria. Un ragazzo con esigenze speciali ha diritto a un percorso speciale, con professionisti veri, spazi idonei e tempi calibrati. Solo in contesti mirati e privi della fretta del programma ministeriale standard si possono vedere miglioramenti concreti e tangibili.

La sinistra e i paladini del “tutti uguali per forza” preferiscono l’uguaglianza nella mediocrità e nell’abbandono. Noi no. Noi vogliamo che ogni individuo riceva gli strumenti giusti per le proprie capacità. È ora di finirla con i dogmi intoccabili: la scuola deve tornare a essere pragmatica, efficiente e, soprattutto, onesta.

Guido DELLAROVERE