L’inaugurazione della nuova sede di Futuro Nazionale a Biella, avvenuta ieri con il taglio del nastro da parte di Gianni Alemanno, non è stata solo un successo di partecipazione e di entusiasmo. È stata, soprattutto, la dimostrazione plastica che sul nostro territorio c’è una fame immensa di buona politica, di idee coraggiose e di una destra sociale che rimetta al centro il lavoro, la sovranità e il destino della nostra gente.
Il taglio del nastro, condiviso con tanti amici e militanti, ha sancito la nascita di un presidio che sarà un punto di riferimento per tutta la provincia. Eppure, come ampiamente prevedibile, la forza delle nostre proposte e la qualità del nostro dibattito hanno immediatamente provocato il travaso di bile dei soliti professionisti del fango e del pregiudizio ideologico.
Davanti all’incapacità cronica di contrastare le nostre tesi sul piano dei contenuti, i paladini del politicamente corretto e certa stampa compiacente hanno preferito rispolverare la più classica delle macchine del fango, attaccando Gianni Alemanno sul piano personale con il tormentone dei suoi trascorsi giudiziari.
A questi signori, che amano darsi patenti di moralità ma che dimostrano una totale ignoranza delle leggi e dei fatti, rispondiamo con la durezza e la fermezza che la verità impone.
Smontiamo una volta per tutte questa narrazione tossica con dati di fatto inattaccabili:
- La piena riabilitazione legale: Gianni Alemanno è un cittadino pienamente riabilitato dal Tribunale di Sorveglianza di Roma. La riabilitazione estingue ogni effetto penale. Chi continua a usare il passato come una clava politica non sta attaccando un uomo, sta sputando sul principio stesso di legalità e sullo Stato di Diritto.
- La caduta delle accuse infamanti: È bene ricordare a chi ha la memoria corta (o fa finta di averla) che l’accusa più infamante, quella di associazione mafiosa, è caduta definitivamente in Cassazione. Alemanno è stato riconosciuto del tutto estraneo a logiche criminali di quel tipo.
- Il dovere della coerenza: Se la Costituzione italiana — tanto difesa a parole dalla sinistra — prevede che la pena debba tendere alla rieducazione e che, una volta esaurito il percorso previsto dalla legge, un cittadino goda dei pieni diritti civili e politici, con quale coraggio questi soloni si ergono a giudici eterni? La verità è che usano la morale solo quando fa comodo a loro.
La realtà che disturba i nostri avversari è molto più semplice: Gianni Alemanno fa paura perché parla una lingua di verità che la politica attuale ha dimenticato. Fa paura la sua analisi economica, fa paura la nostra critica a questa Europa dei burocrati, fa paura la nostra difesa del tessuto produttivo biellese e nazionale.
Non avendo argomenti per replicare alla nostra visione sul salario minimo, sulla difesa dello Stato sociale, sul contrasto alle delocalizzazioni e sulla tutela dell’identità nazionale, i nostri detrattori si rifugiano nel vicolo cieco dell’insulto e della discriminazione postuma.
La sede di Futuro Nazionale a Biella è aperta, è viva e sarà una fucina di idee. Agli odiatori di professione lasciamo il loro livore e il loro fango. A noi interessa il futuro d’Italia, e da ieri, anche a Biella, abbiamo uno strumento in più per difenderlo. Avanti, a testa alta!
Guido DELLAROVERE

