Ci si chiede spesso dove possa arrivare il limite del ridicolo. Oggi abbiamo la risposta: fino al banco di una gelateria a Calusco d’Adda, in provincia di Bergamo.
La storia ha del fantastico, se non fosse l’ennesimo sintomo di una malattia culturale ormai cronica. Il titolare di una gelateria locale, Ciro, ha pensato a un’iniziativa semplice e simpatica per regalare un sorriso ai più piccoli: una sagoma di cartone con un braccio teso in orizzontale ad un metro esatto da terra. Regola del gioco: tutti i bambini al di sotto di quella misura prendono il gelato gratis. Un’idea di promozione commerciale e di attenzione alle famiglie.
Cosa ci ha visto una certa parte politica e social? Un saluto romano. Un’apologia di fascismo in scala 1:1.
Siamo arrivati al punto in cui un’asta di misurazione ad altezza bambino viene scambiata per un raduno di nostalgici. È la dimostrazione plastica di una sinistra ormai ossessionata, affetta da una vera e propria sindrome da accerchiamento ideologico. Vedono il fascismo ovunque: nelle piazze, nelle scuole, nelle istituzioni e, adesso, persino nei coni panna e cioccolato.
Questa non è vigilanza democratica, è paranoia. È l’analfabetismo funzionale di chi ha smesso di guardare la realtà per quello che è, preferendo vivere in un perenne stato di agitazione ideologica. Chi scambia il sorriso di un bambino che riceve un gelato gratis per una minaccia alla Democrazia ha bisogno di fermarsi, fare un respiro profondo e, sì, farsi vedere da uno bravo.
A Ciro va tutta la nostra solidarietà. Il suo gelato non è solo buono, è anche apolitico. A chi invece passa le giornate a caccia di fantasmi del passato anche tra i banchi del bar, lasciamo le loro ossessioni, ricordando che la gente comune, quella vera, pensa ai problemi reali e non alle sagome di cartone.
Guido Dellarovere
Coordinatore Provinciale Futuro Nazionale Biella

