IL DARDO del 28 SETTEMBRE 2026 – La barbarie non è un caso isolato: l’incompatibilità culturale che la sinistra finge di non vedere

I fatti di cronaca che giungono da Six-Fours-les-Plages, nel dipartimento francese del Var, non sono soltanto l’ennesimo episodio di brutale violenza, ma costituiscono un’ulteriore e inconfutabile conferma di un fenomeno ben più ampio. Una gatta di quartiere, Myrtille, è stata scuoiata e impalata nei pressi di un istituto scolastico. L’autore di questo gesto disumano, identificato dalle forze dell’ordine, è Mohamed Y., trentaduenne irregolare già destinatario di un provvedimento di espulsione (OQTF) e scarcerato solo il giorno prima da un centro di ritenzione.

Ridurre vicende di questo tipo a semplici episodi isolati o a manifestazioni di disagio individuale rappresenta un errore d’analisi o, peggio, un tentativo di rimozione della realtà. La sequenza degli eventi — la presenza irregolare sul territorio, l’inosservanza degli ordini di allontanamento, l’atto di gratuita ferocia contro un animale e le successive aggressioni violentissime — risponde a una precisa dinamica di disprezzo per le regole fondamentali della convivenza civile.

Non si tratta di casi circoscritti alla sola Francia. Anche in Italia la cronaca recente ha registrato episodi analoghi: a Sarzana un uomo è stato fermato dopo aver ucciso e tentato di arrostire un gatto all’interno di un parco pubblico; a Colleferro la mascotte della stazione è stata uccisa a calci; a Campiglia Marittima si è assistito a scene simili tra l’indignazione generale.

Questi atti evidenziano un’incompatibilità culturale profonda rispetto ai valori comunitari ed europei. Il rispetto per gli animali, la tutela del decoro pubblico e la salvaguardia della sicurezza collettiva costituiscono pilastri irrinunciabili della nostra civiltà. Tentare di giustificare o minimizzare tali comportamenti sotto le insegne dell’integrazione o del multiculturalismo significa ignorare la realtà dei fatti: non può esservi alcuna integrazione laddove mancano le basi elementari del rispetto della vita e del tessuto sociale dell’accoglienza.

Il problema non risiede soltanto nelle condotte individuali, ma nella debolezza strutturale delle risposte istituzionali. La prassi dell’emissione dei fogli di via o degli ordini di allontanamento privi di un’effettiva ed immediata esecuzione si rivela del tutto inefficace. Quando lo Stato non garantisce il controllo dei propri confini e l’allontanamento effettivo di chi risiede illegalmente sul territorio, la sicurezza dei cittadini e la tenuta dell’ordine pubblico vengono inevitabilmente compromesse.

Come Futuro Nazionale ribadiamo che la difesa della nostra identità, della legalità e della sicurezza dei cittadini non può prescindere da una presa di posizione chiara: è necessario superare la retorica dell’integrazione a tutti i costi e prendere atto che determinati modelli culturali e comportamenti sono radicalmente incompatibili con la nostra società. Serve una politica di rigore, espulsioni immediate per i clandestini e un’applicazione severa della legge, prima che la deriva della tolleranza incontrollata eroda definitivamente i fondamenti del nostro vivere civile.

Guido Dellarovere

Coordinatore Provinciale Futuro Nazionale Biella