L’approvazione dell’ultimo Decreto Scuola da parte del Governo rappresenta indubbiamente un segnale nella giusta direzione. L’introduzione di misure come il tetto alla presenza di studenti stranieri per classe per favorire una reale integrazione, il divieto di coprire il volto negli istituti e i corsi di lingua italiana rafforzati per le famiglie sono interventi condivisibili che recepiscono battaglie che noi di Futuro Nazionale portiamo avanti da tempo.
Tuttavia, non possiamo esimerci dall’affermare con chiarezza una verità scomoda: questo decreto non basta
Siamo di fronte a un’emergenza educativa e culturale che non si risolve con semplici correttivi tecnici o amministrativi. La scuola italiana sta progressivamente smarrendo il proprio ruolo primario, che è quello di educare al merito e di trasmettere l’identità e i valori fondanti della nostra nazione.
Assistiamo ormai con sconcertante frequenza a episodi in cui l’autonomia scolastica viene distorta e piegata a logiche d’resa culturale: istituti che deliberano la chiusura straordinaria in occasione del Ramadan, mentre parallelamente, in nome di un malinteso e ipocrita “rispetto”, si smantellano le nostre tradizioni più care. In molte aule si arrivano a cancellare i simboli e i canti del Natale, si svuotano di significato le festività della nostra storia e si recinta la nostra identità religiosa e civile per paura di “offendere”.
Questa non è integrazione; questo è cedimento culturale. L’integrazione non si costruisce annullando chi siamo, ma chiedendo a chi arriva di rispettare la storia, la cultura e le tradizioni del Paese che lo accoglie.
Le proposte di Futuro Nazionale
Per questo motivo, come Futuro Nazionale, sosteniamo che il provvedimento debba essere rafforzato e integrato durante il passaggio parlamentare. Servono paletti rigidi e inequivocabili:
- Stop al calendario scolastico “fai-da-te”: I calendari delle lezioni devono seguire unicamente le festività nazionali e regionali riconosciute dallo Stato, vietando la chiusura delle scuole per ricorrenze religiose estranee al nostro ordinamento ordinario.
- Tutela e valorizzazione delle tradizioni popolari e cristiane: Le scuole devono rimanere il luogo in cui il Natale, la Pasqua e le radici storiche dell’Italia e dell’Europa vengono celebrate con orgoglio e senza censure.
- Centralità della cultura e della lingua italiana: Il rispetto delle regole e la padronanza della nostra lingua devono essere requisiti stringenti e imprescindibili per un vero percorso formativo.
I passi avanti fatti con il recente decreto dimostrano che la sensibilità sta cambiando, ma la strada è ancora lunga. Futuro Nazionale continuerà a fare da stimolo e da argine, affinché la scuola pubblica torni ad essere un presidio di merito, legalità e identità per le future generazioni.
Guido DELLAROVERE
Coordinatore provinciale FUTURO NAZIONALE BIELLA

