IL DARDO DEL 20 AGOSTO 2026 – L’ipocrisia dei “maestri di morale”: la sinistra vede fasci ovunque, ma sfoggia Che Guevara alla Camera

Assistiamo ogni giorno al medesimo e stanco teatrino: una sinistra priva di argomenti concreti che sventola lo spauracchio del “fascismo” a ogni pié spinto, puntando il dito contro chiunque difenda l’identità, la sovranità e la sicurezza della nostra Nazione. Eppure, quando il sipario si alza sulle nostre istituzioni più importanti, la maschera dei finti democratici cade rovinosamente.

L’ultimo episodio accaduto alla Camera dei deputati — dove una parlamentare del Partito Democratico si è presentata a Montecitorio indossando con disinvoltura una maglietta raffigurante Ernesto “Che” Guevara — rappresenta un paradosso politico intollerabile. Chiediamoci cosa sarebbe successo a parti inverse se un parlamentare di centrodestra si fosse presentato nell’aula con il volto di un dittatore totalitario.

A quanto pare, per la sinistra esistono le dittature “buone” e i carnefici da celebrare come icone di moda. È necessario rinfrescare la memoria a chi finta di dimenticare la storia.

Chi era davvero Ernesto “Che” Guevara

  • Il boia della Cabaña: Dopo la vittoria della rivoluzione cubana, Guevara fu nominato procuratore supremo del carcere di La Cabaña, dove gestì e ordinò centinaia di esecuzioni sommarie, senza regolare processo, nei confronti di oppositori politici, dissidenti e semplici sospetti.
  • Persecuzione delle minoranze e degli omosessuali: Sotto l’egida dell’ideologia del “Hombre Nuevo” da lui sostenuta, le persone omosessuali e chiunque mostrasse comportamenti ritenuti “devianti” vennero reclusi nei campi di lavoro forzato (UMAP).
  • Repressione del pluralismo e della libertà: Guevara ha attivamente collaborato alla costruzione di uno Stato totalitario marxista-leninista, sopprimendo la libertà di stampa, la proprietà privata e la democrazia rappresentativa.

Indossare quel volto non è un semplice gesto goliardico o un’innocente scelta di stile: se indossi un simbolo, ne sposi inevitabilmente i principi. Chi esibisce l’effigie di un addestratore alla violenza e di un teorico della repressione totalitaria non ha alcun titolo per impartire lezioni di democrazia o di diritti civili agli italiani.

Come Futuro Nazionale a Biella, continuiamo a denunciare queste grottesche contraddizioni. È ora di dire basta al doppio peso e alla doppia morale di una sinistra che predica la tolleranza ma celebra l’autoritarismo nei palazzi del potere.

Guido Dellarovere