IL DARDO del 17 AGOSTO – IL BIELLESE BRUCIA ANCORA: SERVE FARE PIENA CHIAREZZA SU TEMPI E COORDINAMENTO

Mentre le nostre montagne continuano a bruciare, mentre l’aria del Biellese resta pesante e i cittadini guardano con forte preoccupazione le fiamme avanzare sul territorio, è lecito e doveroso porsi delle domande: per quale motivo, dopo diversi giorni, l’emergenza non si sarebbe ancora stabilizzata?

Non intendiamo puntare l’indice in modo affrettato né muovere accuse gratuite, ma è innegabile che tra i cittadini e gli operatori starebbero emergendo rilevanti interrogativi sulla catena di comando, sui tempi di reazione e sulla fluidità del coordinamento generale. Quando un incendio si prolunga così a lungo, sarebbe opportuno verificare se tutte le procedure siano state attivate con la tempestività necessaria o se vi possano essere stati intoppi burocratici o organizzativi.

Proprio per fare luce su questi aspetti e per dare risposte trasparenti alla comunità, l’onorevole Emanuele Pozzolo ha presentato un’interrogazione parlamentare mirata, volta a ricostruire con esattezza ogni passaggio della gestione dell’emergenza.

L’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI EMANUELE POZZOLO

AL MINISTRO DELL’INTERNO

AL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA SICUREZZA ENERGETICA

Per sapere – premesso che:

  • In queste ore un grave e devastante incendio boschivo sta colpendo il territorio della provincia di Biella, causando danni ambientali, potenziali rischi per le infrastrutture e apprensione tra le comunità locali;
  • La gestione di simili emergenze richiede la massima tempestività e un coordinamento armonioso tra la catena di comando dei Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, le forze regionali e i mezzi aerei specializzati (Canadair ed elicotteri);
  • Da alcune segnalazioni territoriali ed evidenze sul campo, starebbero emergendo quesiti in merito alle tempistiche d’intervento dei mezzi aerei e all’efficacia del coordinamento strategico delle operazioni fin dalle prime fasi del rogo;
  • Sarebbe opportuno fare piena chiarezza sulle dinamiche organizzative, al fine di verificare se vi possano essere state sottovalutazioni del rischio o eventuali rallentamenti nell’attivazione e nel dispiegamento della flotta aerea antincendio;

Si chiede di sapere:

  1. Quali siano state le tempistiche esatte di richiesta, autorizzazione e invio dei mezzi aerei della flotta dello Stato a supporto delle squadre operanti sul territorio biellese.
  2. Se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno promuovere un approfondimento informativo per valutare la celerità e l’efficacia della catena decisionale e di coordinamento delle operazioni d’intervento.
  3. Quali iniziative si intendano adottare per perfezionare ulteriormente i protocolli operativi e quali risorse straordinarie potrebbero essere destinate al territorio biellese per il ripristino delle aree colpite e il sostegno alle comunità.

On. Emanuele Pozzolo

RILANCIARE LA TRASPARENZA PER LA TUTELA DEL TERRITORIO

Come partito Futuro Nazionale Biella, condividiamo pienamente lo spirito dell’iniziativa dell’onorevole Pozzolo. Porsi delle domande non significa fare polemica, ma esercitare un dovere di trasparenza nei confronti dei cittadini. Il Biellese merita risposte chiare e un’attenzione costante da parte delle istituzioni.

I nostri soccorritori sul campo, dai Vigili del Fuoco ai volontari AIB, stanno dimostrando come sempre uno straordinario senso del dovere. È proprio per valorizzare al massimo il loro sforzo che occorrerebbe verificare se il coordinamento istituzionale e le tempistiche di autorizzazione dei mezzi aerei abbiano funzionato senza sbavature. Se dovessero emergere criticità, l’obiettivo comune deve essere quello di correggerle immediatamente per il futuro.

Non servono accuse sommarie, ma dati oggettivi, protocolli certi e massima chiarezza. I biellesi chiedono soltanto di sapere come si siano svolti i fatti e di avere la garanzia che, di fronte alle calamità naturali, la risposta istituzionale sia sempre la più rapida, efficiente e coordinata possibile.

Perché queste nostre montagne non sono semplicemente rilievi geografici o macchie di bosco sulle mappe: sono la spina dorsale della nostra identità, le custodi dei nostri ricordi, il profilo familiare che accoglie ogni nostro sguardo verso il cielo. Guardare la pietra ferita dal fuoco e il fumo salire dai nostri crinali fa male al cuore, come una ferita aperta sulla carne. Difendere i nostri monti significa difendere noi stessi, la nostra storia e il futuro dei nostri figli. Anche dalla cenere più scura, le nostre vette torneranno a vestirsi del verde vivo e orgoglioso che da sempre racconta la forza della nostra terra.

Guido DELLAROVERE

On. Emanuele POZZOLO