IL DARDO del 16 LUGLIO 2026 – Lo Stato ha abdicato: se difendersi diventa un reato e i delinquenti passano per vittime

Una denuncia ferma sul fallimento della sicurezza e il finto garantismo della giustizia.

La condanna di Roggero e la sfilza interminabile di onesti cittadini trascinati alla sbarra per aver protetto la propria vita sono la pietra tombale sulla sicurezza in Italia. Siamo di fronte a un paradosso intollerabile: un sistema dove la realtà viene sistematicamente capovolta, dove i carnefici vengono trasformati in vittime da tutelare e chi lavora, produce e rispetta le regole viene trattato alla stregua del peggior criminale.

Oggi, diciamolo con chiarezza e senza ipocrisie: la sicurezza non esiste più. Lo Stato ha rinunciato al suo primo, fondamentale dovere. Ha ceduto il controllo del territorio alla criminalità, lasciando i cittadini soli, disarmati e terrorizzati all’interno delle proprie case o dietro le serrande delle proprie attività.

Siamo ostaggi di una giustizia malata, intrisa di un garantismo a senso unico che sembra avere a cuore solo i diritti di chi delinque. È pura follia pretendere che un commerciante o un padre di famiglia, sotto shock, con la vita appesa a un filo e i propri cari minacciati, possa calcolare col bilancino la “proporzionalità” della difesa. Mentre il delinquente agisce con lucidità, pianificando l’assalto, alla vittima viene chiesto di essere un algido giurista nel giro di pochissimi secondi, nel bel mezzo del terrore.

  • Un sistema capovolto: Chi viola la proprietà privata altrui non dovrebbe godere di alcuna garanzia. Ha scelto di mettersi fuori dalla legge, e deve accettarne le conseguenze.
  • La resa delle istituzioni: Quando difendersi diventa una colpa da espiare in tribunale con anni di calvari giudiziari e patrimoni distrutti, lo Stato si fa complice morale dei criminali.
  • La difesa è un diritto naturale: La propria casa e il proprio negozio sono inviolabili. Chi entra con la forza deve sapere che la reazione sarà immediata, totale e senza sconti.

Come sostiene fermamente il Generale Roberto Roberto Vannacci, dobbiamo scardinare questa melassa ideologica che protegge chi distrugge la nostra società. A Biella e in tutta la Nazione, le persone perbene sono stanche di subire e di dover persino chiedere scusa. Non vogliamo il Far West, vogliamo la restaurazione del buon senso e della giustizia reale. La legittima difesa all’interno delle proprie proprietà deve essere un diritto assoluto, insindacabile e sempre presunto. Se un criminale decide di aggredire, la responsabilità di qualunque cosa accada da quel momento in poi deve ricadere esclusivamente su di lui.

Il tempo delle mezze misure e dei compromessi è finito. Noi non faremo un solo passo indietro: la priorità assoluta deve tornare a chi rispetta le regole, lavora e difende la propria dignità.

Guido Dellarovere