Il sipario è calato, ma lo spettacolo offerto in inter – JUVENTUS non ha nulla a che vedere con lo sport. Siamo di fronte a una messinscena grottesca, un “Wrestling” in scarpini dove il copione sembra scritto negli uffici di chi muove i fili. Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sull’esistenza della Marotta League, la direzione di Federico La Penna li ha spazzati via con la forza di un uragano nella sua veste di sicario perfetto, del resto come è possibile che a un arbitro di seconda fascia, già pesantemente macchiato in passato dal caso rimborsi, gli venga affidato un big match di questa portata?. La Penna non ha sbagliato per inesperienza, ha agito con una lucidità chirurgica. L’espulsione inventata di Kalulu al 42′ è un capolavoro di malafede sportiva: un secondo giallo estratto per un “non-fallo” mentre il vero colpevole, Alessandro Bastoni, rideva sotto i baffi un giocatore che dovrebbe rappresentare i valori della Nazionale e che invece si rende protagonista di una simulazione imbarazzante per far fuori un avversario. È lui l’emblema di questo sistema: simula, inganna l’arbitro (che non vede l’ora di cascarci) ed esulta pure per l’ingiustizia commessa. In un mondo normale, il giallo sarebbe andato a lui. Nella Marotta League, diventa l’eroe della serata.
Ma il vero scandalo sta più in alto. Il designatore Gianluca Rocchi continua a mandare allo sbaraglio (o al massacro, dipende dai punti di vista) arbitri inadeguati per favorire il solito disegno. La sua gestione sta distruggendo la Serie A, rendendola un prodotto invendibile e privo di ogni briciolo di onestà intellettuale. E poi c’è lui, Beppe Marotta. L’uomo che sussurra ai palazzi, il grande architetto di un sistema dove l’Inter sembra giocare con regole tutte sue. Mentre il VAR resta muto sul rigore solare negato a McKennie o sul pestone di Gila, si attiva solo per convalidare il sopruso di turno.
Basta pagare per questa farsa, perché continuare a pagare abbonamenti a DAZN o Sky per vedere questo scempio? Il calcio italiano ha perso ogni credibilità. Siamo stanchi di vedere giornalisti zerbini che non osano contestare Gravina e Rocchi. Se non fosse per le voci fuori dal coro di Criscitiello e Pedullà, regnerebbe il silenzio assoluto sulla morte del merito sportivo.
Se volete il Wrestling, andate a vederlo negli USA. Noi volevamo il calcio, ma ci avete lasciato solo la Marotta League. Spegnete tutto: la dignità non ha prezzo, il vostro abbonamento sì.
@guidodellarovere

Il sipario è calato, ma lo spettacolo offerto in inter – JUVENTUS non ha nulla a che vedere con lo sport. Siamo di fronte a una messinscena grottesca, un “Wrestling” in scarpini dove il copione sembra scritto negli uffici di chi muove i fili. Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sull’esistenza della Marotta League, la direzione di Federico La Penna li ha spazzati via con la forza di un uragano nella sua veste di sicario perfetto, del resto come è possibile che a un arbitro di seconda fascia, già pesantemente macchiato in passato dal caso rimborsi, gli venga affidato un big match di questa portata?. La Penna non ha sbagliato per inesperienza, ha agito con una lucidità chirurgica. L’espulsione inventata di Kalulu al 42′ è un capolavoro di malafede sportiva: un secondo giallo estratto per un “non-fallo” mentre il vero colpevole, Alessandro Bastoni, rideva sotto i baffi un giocatore che dovrebbe rappresentare i valori della Nazionale e che invece si rende protagonista di una