Oggi mi trovo qui a salutare un uomo che ha lasciato un segno profondo non solo nei nostri cuori, ma anche nella storia della nostra comunità venatoria, nella nostra grande famiglia di Federcaccia. Sappiamo bene quanto fosse profondo per “il Pier” l’amore per la caccia che non era solo passione personale, ma dedizione vera alla gestione del territorio, alla tutela dell’ambiente e al rispetto delle regole che garantiscono un equilibrio tra uomo e natura.
Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo sa che lui non era solo un cacciatore: era un punto di riferimento per tutti noi. Appassionato cinofilo e grande conoscitore delle razze di cani usati nell’attività venatoria. Ha partecipato per anni con serietà e costanza ai censimenti, ai monitoraggi delle popolazioni faunistiche, collaborando sempre con tecnici e istituzioni per garantire una gestione corretta e sostenibile della fauna selvatica. La sua presenza alle riunioni, il suo contributo nei momenti decisivi, la sua capacità di ascoltare e di trovare soluzioni condivise hanno fatto crescere la nostra comunità e rafforzato il senso di responsabilità che ci unisce.
Diceva Wilbur Smith: “Chi non prova compassione per l’animale abbattuto non è un vero cacciatore” e lui incarnava questa verità: sapeva che la caccia è prima di tutto rispetto, equilibrio, pazienza e amore per la vita selvatica. Ha insegnato a tanti giovani che il vero cacciatore è colui che si prende cura del territorio, che lavora per il bene comune e che sa fermarsi davanti ai limiti imposti dalla natura e dalle regole.
A nome mio personale e di tutta la grande famiglia di Federcaccia, ti ringrazio per tutto quello che hai dato a tutti noi più giovani, alla gestione venatoria e alla nostra comunità. Condoglianze alla famiglia e che la terra ti sia lieve, e che i tuoi passi nei boschi dei Campi Elisi siano ora leggeri come il vento.
A Dio
Guido DELLAROVERE
Presidente Federcaccia Regione Piemonte
