I fatti delle ultime ore hanno messo di fronte all’Unione Europea una realtà ineludibile: la gestione dell’immigrazione irregolare e il controllo delle frontiere esterne non sono più questioni rimandabili o terreno di scontro ideologico. L’invio di una lettera congiunta da parte di ben 22 Paesi membri dell’UE ai vertici di Bruxelles — per chiedere un intervento immediato, il rafforzamento dei confini e un’azione drastica contro i trafficanti di esseri umani — segna un punto di svolta fondamentale nel dibattito europeo.
Ciò che merita una profonda riflessione politica è la regia di questa iniziativa: l’Italia è stata promotrice della lettera insieme alla Danimarca. Ed è proprio qui che emerge l’imbarazzante corto circuito ideologico della sinistra di casa nostra. In Danimarca, a guidare il Paese e a farsi promotrice di questo pugno di ferro sulle frontiere esterne è la Premier Mette Frederiksen, espressione della socialdemocrazia europea. Persino la sinistra nordica comprende che senza sicurezza, sovranità e controllo del territorio non può esistere alcuna tenuta sociale.
In Italia, invece, continuiamo ad assistere allo spettacolo desolante di una sinistra totalmente cieca e sorda di fronte agli avvenimenti mondiali.
L’ideologia contro la realtà
Mentre l’intera Europa — a prescindere dal colore politico dei singoli governi — si compatta per tutelare la legalità e fermare i fattori di attrattiva (pull factors), la sinistra italiana resta ostaggio del solito e stancante perbenismo di facciata. Continua a negare l’evidenza, a ignorare la forte pressione che i nostri territori continuano a subire e a bollare come “estremista” qualsiasi misura di buonsenso rivolta alla difesa dei confini.
«Come si può rimanere immobili mentre persino i governi socialisti d’Europa firmano accordi per blindare le frontiere?»
La risposta è semplice: la sinistra italiana ha smesso da tempo di ascoltare i cittadini ed è rimasta arroccata in un dogmatismo anacronistico, del tutto scollegato dalle dinamiche reali e dai bisogni della gente comune.
La posizione di Futuro Nazionale
Da Biella lo ribadiamo con forza e chiarezza: la sicurezza dei cittadini e la tutela del territorio non sono concetti negoziabili. L’iniziativa dei 22 Paesi europei dimostra che la linea del pragmatismo, del rigore e del rispetto delle regole è l’unica strada percorribile.
È tempo che anche in Italia la sinistra smetta di inseguire utopie ideologiche e inizi a guardare la realtà con gli occhi dei cittadini che chiedono risposte, tutela e legalità. Futuro Nazionale continuerà a battersi a ogni livello affinché la sicurezza dei nostri confini e del nostro Paese rimanga una priorità assoluta.
Guido Dellarovere

