A sinistra l’arte della critica a senso unico ha raggiunto livelli quasi artistici. Da quando Roberto Vannacci ha deciso di mettere la propria esperienza al servizio della politica, assistiamo a un quotidiano coro di indignazione: «È stato un Generale!», «Non può fare politica!», «Un militare dovrebbe tacere!», «Guardate che linguaggio usa!».
Ma la vera domanda da porsi è una sola: la memoria della sinistra dove va a finire quando si tratta di guardare in casa propria?
Ci troviamo di fronte al solito doppio standard: quando uno statista, un militare o un magistrato sceglie il centrodestra, diventa improvvisamente un «pericolo per le istituzioni» o un «soggetto inadatto». Quando gli stessi identici profili — provenienti dalle Forze Armate o dalla Magistratura — salgono sui palchi del centrosinistra, vengono celebrati come «servitori dello Stato che mettono la loro competenza a disposizione dei cittadini».
Rinfreschiamo allora la memoria a chi finge di averla persa, ricordando solo alcuni dei casi più celebri di militari e uomini delle istituzioni portati al governo, in Parlamento o alle elezioni proprio dall’area di sinistra e progressista:
Militari Candidati o Eletti nel Centrosinistra
Generale Mauro Del Vecchio: Già Comandante della missione ISAF in Afghanistan e figura di vertice delle nostre Forze Armate, candidato ed eletto Senatore della Repubblica con il Partito Democratico. All’epoca, nessuno a sinistra eccepì sul suo passato in divisa.
Generale Vincenzo Camporini: Già Capo di Stato Maggiore della Difesa, candidato alle elezioni politiche ed europee nell’area di centrosinistra e liberal-democratica.
Generale Luigi Caligaris: Ufficiale dell’Esercito e saggista, eletto al Parlamento Europeo nelle file del centrosinistra / Patto Segni.
Magistrati Portati al Governo e nelle Istituzioni dalla Sinistra
Pietro Grasso: Da Procuratore Nazionale Antimafia a candidato leader del centrosinistra, eletto Presidente del Senato (seconda carica dello Stato) con il PD.
Antonio Di Pietro: PM del pool di Mani Pulite, passato alla politica fino a diventare Ministro delle Infrastrutture e dei Lavori Pubblici nei governi di centrosinistra
Gerardo D’Ambrosio: Ex Procuratore Capo a Milano, eletto Senatore per i Democratici di Sinistra e per il PD.
Luciano Violante:Giudice istruttore, diventato Presidente della Camera dei Deputati per il PDS / DS.
Giuseppe Ayala: Pubblico Ministero del Maxiprocesso di Palermo, eletto Deputato, Senatore e nominato Sottosegretario alla Giustizia nel centrosinistra.
Felice Casson: Magistrato della Procura di Venezia, diventato Senatore del PD e candidato Sindaco
Di fronte a questa lista incontestabile, l’ipocrisia della sinistra crolla miseramente.
Chi ha servito lo Stato in uniforme o con la toga ha il pieno diritto costituzionale di candidarsi e portare le proprie idee nel dibattito democratico. Il problema per la sinistra non è mai stato il ruolo o il grado di chi si candida, ma il fatto che non dica le cose che piacciono a loro.
I cittadini sono stanchi dei doppi standard e delle lezioni di morale. Continuare a criticare Vannacci attaccando la sua provenienza militare o la sua schiettezza, fuggendo dal confronto sui contenuti, dimostra soltanto una cosa: la totale mancanza di argomenti.
Guido Dellarovere

