IL DARDO del 13 AGOSTO 2026 – La verità sull’attentato a Ranucci e le solite speculazioni: quando il vittimismo ideologico smaschera la sinistra

La recente e clamorosa svolta giudiziaria legata all’attentato a Sigfrido Ranucci lascia sgomenti, ma allo stesso tempo impone una profonda riflessione politica. Valter Lavitola ha confessato davanti ai magistrati di essere stato il mandante dell’atto criminoso, adducendo come surreale giustificazione l’intenzione di “fare innalzare il livello della scorta” al giornalista di Report. Un quadro grottesco che definire surreale è dir poco.

Tuttavia, quello che oggi merita di essere portato all’attenzione dei cittadini e dell’opinione pubblica è il cortocircuito mediatico e politico a cui abbiamo assistito nelle ultime settimane.

Non appena la notizia dell’attentato era apparsa sulle prime pagine, si è scatenata la consueta macchina del fango da parte della sinistra e del mainstream progressista. Senza attendere il minimo riscontro investigativo, il dito puntato è finito subito contro il governo, la destra e le forze conservative, accusate apertamente o velatamente di alimentare un “clima d’odio” contro l’informazione libera e i giornalisti d’inchiesta.

Abbiamo assistito alla solita rappresentazione teatrale in cui la sinistra veste i panni del tribunale morale, pronta a strumentalizzare qualsiasi evento pur di attaccare la maggioranza politica e costruire narrazioni vittimistiche ad arte. Per giorni ci siamo sentiti dire che la democrazia era sotto attacco per colpa delle critiche avanzate verso certo giornalismo ideologizzato.

Oggi i fatti dimostrano tutt’altro: le indagini della Magistratura e le confessioni dirette raccontano una storia del tutto diversa, priva di qualunque regia politica di destra.

Questo episodio dimostra quanto sia diventato un vizio consolidato a sinistra l’utilizzo tattico dell’emergenza e del vittimismo. Si soffia sul fuoco, si creano casi nazionali e si colpevolizza l’avversario politico ancora prima che gli inquirenti possano fare il proprio lavoro. Quando poi la realtà emerge e smentisce i teoremi preconfezionati, il silenzio di chi ha puntato il dito diventa assordante.

I cittadini e le comunità, come quella di Biella, meritano un dibattito pubblico basato sui fatti, sul rispetto della verità e sulle garanzie della giustizia, e non sulle strumentalizzazioni e sulla costante fabbricazione di martiri ad uso della propaganda politica.

Futuro Nazionale continuerà a ricercare la verità e chiedere giustizia.

Guido Dellarovere

Video approfondimento sulla confessione di Lavitola:

https://www.youtube.com/shorts/FSp9OaOJGqs