C’è una brutta abitudine nella storia politica del nostro Paese, un copione logoro che gli italiani ormai conoscono a memoria: quando una nuova forza politica cresce tra la gente e comincia a fare paura al sistema, scatta immediatamente la macchina del fango.
L’ultima inchiesta apparsa su Il Giornale a firma di Lirio Abbate sui conti di Futuro Nazionale e dell’associazione Mondo al Contrario è solo l’ennesimo esempio di questo meccanismo. Con toni scandalistici si parla di “conti da chiarire”, “discrepanze” e presunti “interessi incrociati”. Si vuole far passare la trasparenza e la generosità di un movimento sostenuto dai cittadini come se fosse un reato o un mistero opaco.
Fa sinceramente sorridere che a farci la morale siano giornalisti che hanno già una lunga storia di teoremi mediatici alle spalle. Parliamo dello stesso giornalista che in passato costruì imponenti inchieste e campagne d’accusa contro esponenti del centrodestra — come nel caso dell’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, sbattuto in prima pagina e condannato mediaticamente per anni, prima che la Giustizia riconoscesse la sua completa estraneità ai reati più gravi cancellando le accuse infamanti. Quante volte abbiamo visto questo film? Si sparano titoloni su presunti “fondi neri” o “trame segrete”, si distrugge l’immagine pubblica delle persone, per poi assistere — a distanza di anni, quando il danno politico è ormai compiuto — alle assoluzioni piene perché “il fatto non sussiste”.
Il metodo è sempre il medesimo: si getta il fango a ridosso dei momenti politici chiave per rovinare la reputazione dell’avversario. Si trasforma qualsiasi donazione perfettamente legale e tracciata in un “giallo da svelare”, sperando di instillare il dubbio negli elettori quando non si hanno argomenti per battere il Generale nel merito delle idee.
Roberto Vannacci e Futuro Nazionale non hanno nulla da nascondere. Ogni euro ricevuto dal nostro movimento è tracciato, trasparente e gestito nel pieno rispetto della legge. Il vero motore di Futuro Nazionale non sono i teoremi inventati a tavolino nelle redazioni, ma l’adesione di migliaia di cittadini italiani — anche qui nel nostro Biellese — che chiedono sicurezza, sovranità, rispetto dei nostri valori e delle nostre tradizioni.
Se pensano di fermare il Generale Vannacci e la nostra comunità con le solite accuse mediatiche, si sbagliano di grosso. Gli italiani sono maturi, hanno capito come funzionano certe dinamiche e non cascano più in queste trappole. Noi andiamo avanti a testa alta, al servizio della gente.
Guido Dellarovere
Coordinatore provinciale Futuro Nazionale – Biella

