IL DARDO del 8 OTTOBRE 2026 – PERCHÉ ABBIAMO DETTO NO ALLA LEGGE ELETTORALE: REGOLE UGUALI PER TUTTI, SENZA GUINZAGLI

La politica vera si riconosce nei momenti in cui occorre scegliere tra la comodità di Palazzo e la difesa dei principi. L’ onorevole Emanuele Pozzolo ha scandito con assoluta chiarezza la posizione di Futuro Nazionale sulla fiducia posta dal Governo per la riforma della legge elettorale: il nostro voto è stato un NO fermo, coerente e senza appello.

Non si tratta di una scelta di comodo o di una ripicca tattica, ma di una battaglia di civiltà democratica che tocca il cuore stesso delle nostre istituzioni.

Un sistema su misura per blindare la casta

La proposta sulle tabelle e sulla raccolta delle firme per la presentazione delle liste parla da sola. Ci .troviamo di fronte a una ripartizione in tre «classi» di cittadini e di movimenti politici:

● Firme zero per gli «amici dello 0,%» già integrati nelle dinamiche di palazzo.

● Quota ridotta (1.500–2.000 firme) per altri soggetti.

● Muro d’ingresso (fino a 6.000–7.000 firme) per chi si trova all’esterno del Parlamento e tenta di costruirsi un consenso partendo dal basso, tra la gente vera.

Sia chiaro: Futuro Nazionale, potendo contare su una presenza parlamentare alla Camera, rientrerebbe pienamente nei benefici della fascia di mezzo. Ma noi non facciamo politica per arroccarci nei palazzi o godere di corsie preferenziali riservate alla casta.

Il principio su cui si fonda una Repubblica è che le regole devono essere uguali per tutti. Non è ammissibile che le norme elettorali vengano modellate per proteggere chi è già dentro e allineato ai desiderata del sistema, ostacolando scientemente chi cresce e si organizza sui territori.

«Futuro Nazionale non ha votato “con” qualcuno né “contro” qualcuno per posizionamento tattico. Rispondiamo unicamente ai nostri principi, alla coerenza identitaria e all’interesse esclusivo degli italiani.»

Nessuna convergenza con la sinistra: votiamo liberi

A chi nei soliti salotti romani prova a far partire la solita narrazione consunta — sostenendo che votare contro questa fiducia significhi «votare come la sinistra» — rispondiamo con la forza dei nostri valori.

Basta con questi ricatti della politica politicante. Non siamo obbligati ad approvare norme sbagliate solo per la paura di non distinguerci dall’opposizione progressista.

Il nostro voto contrario non è il voto della sinistra: è la voce della destra identitaria, sovranista e popolare che non si fa mettere il guinzaglio da nessuno. Votiamo liberi, a testa alta, perché il futuro della nostra nazione si costruisce sul rispetto delle regole e della volontà popolare, non sui sotterfugi di palazzo.

Guido Dellarovere

Coordinatore provinciale FUTURO NAZIONALE BIELLA