IL DARDO del 17 SETTEMBRE 2026 – Certificati anti-CPR e trattenimento irregolari: il caso esplode anche a Biella. Ora serve immediata chiarezza

L’inchiesta giudiziaria partita dalla Procura di Ravenna sui presunti certificati medici falsi utilizzati per impedire l’invio e il trattenimento di cittadini stranieri irregolari nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) sta assumendo contorni sempre più ampi e preoccupanti.

Nelle ultime ore, gli uomini della Polizia di Stato — con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo (SCO) e la collaborazione delle Squadre Mobili locali — hanno dato esecuzione a una vasta serie di decreti di perquisizione a carico di oltre 20 medici in diverse città d’Italia, tra cui Bari, Bologna, Firenze, Livorno, Milano, Rimini, Roma, Varese e anche Biella.

Un meccanismo per eludere i rimpatri?

L’indagine nasce come prosieguo di un’attività investigativa che già nei mesi scorsi aveva portato all’iscrizione nel registro degli indagati di otto medici del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale di Ravenna, accusati a vario titolo di falso ideologico e interruzione di pubblico servizio per circa 34 certificazioni giudicate non veritiere.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la nuova tornata di controlli punta a verificare l’esistenza di un sistema coordinato volto a rilasciare attestazioni di inidoneità fisica o patologie incompatibili con la permanenza nei CPR, col solo scopo di far bloccare le procedure di espulsione o il trattenimento degli stranieri senza regolare permesso di soggiorno.

Il coinvolgimento del territorio e la richiesta di trasparenza

La presenza di perquisizioni rivolte a professionisti operanti anche nella nostra provincia di Biella impone una riflessione immediata e senza reticenze.

Come esponente di Futuro Nazionale Biella, ritengo doveroso porre con forza alcune questioni imprescindibili:

  • Integrità del sistema sanitario e delle istituzioni: Se le ipotesi investigative venissero confermate, ci troveremmo di fronte ad un fatto gravissimo: l’uso distorto della professione medica e delle funzioni pubbliche per scavalcare le leggi dello Stato in materia di immigrazione e sicurezza.
  • Tutela dei medici corretti: È prioritario fare luce in tempi brevi per distinguere la posizione di chi lavora nel rispetto del codice deontologico ed evitare che l’intera classe medica territoriale venga ingiustamente ombrata.
  • Accertamento delle responsabilità organizzative: Bisogna verificare se nel Biellese si siano verificate coperture, reti organizzate o condotte sistematiche volte ad alterare le regolari procedure di espulsione previste dalla normativa vigente.

La magistratura e le forze dell’ordine stanno svolgendo un lavoro fondamentale per la tutela della legalità. A loro va il nostro pieno supporto. Da parte delle istituzioni locali e delle autorità sanitarie competenti ci aspettiamo la massima collaborazione e risposte chiare e tempestive verso i cittadini: su un tema delicato come la sicurezza, la gestione dei flussi migratori e il rispetto delle leggi non sono ammesse zone d’ombra.

Guido Dellarovere

Coordinatore provinciale Futuro Nazionale – Biella