«I nostri boschi, le nostre riserve naturali e i sentieri che hanno sempre rappresentato il polmone verde e il vanto del Biellese si stanno trasformando, giorno dopo giorno, in piazze dello spaccio a cielo aperto. Non si tratta più di episodi isolati, ma di una vera e propria emergenza di sicurezza pubblica che limita la libertà, la tranquillità e la vivibilità di migliaia di cittadini».
A denunciarlo con forza è Guido Dellarovere, esponente di Futuro Nazionale, richiamando l’attenzione sulle continue segnalazioni dei residenti e sull’escalation del fenomeno che sta interessando capillarmente il territorio provinciale.
I dati emersi dalle ultime operazioni delle forze dell’ordine e dai fatti di cronaca tracciano un quadro allarmante. La mappa del degrado e della criminalità tocca ormai aree cruciali del Biellese: dalla Baraggia (tra Cossato, Brusnengo, Masserano, Candelo e Gifflenga) alla Riserva Naturale della Bessa (Cerrione, Mongrando, Borriana), fino all’asse della Valle Elvo – lungo la SP 419 – e a comuni come Occhieppo Inferiore, Occhieppo Superiore, Camburzano e Graglia. A questo si aggiunge un’ulteriore e gravissima spinta verso le zone periurbane della città capoluogo, come evidenziato dai recenti blitz sulla Strada della Nera e nel rione Favaro, oltre alle zone del Basso Biellese e dei laghi.
«Ci troviamo di fronte a una rete organizzata che installa veri e propri bivacchi della droga nella vegetazione fitta, muniti di tende, armi da taglio di grosse dimensioni, sistemi di vedetta e coperture logistiche per il traffico di cocaina, eroina e hashish – incalza Dellarovere –. Questa presenza costante e aggressiva ha un impatto devastante sul territorio: le famiglie, gli escursionisti, i cacciatori, i cercatori di funghi e i semplici cittadini si sentono espropriati della propria terra. Molti rinunciano a passeggiare nei pressi di casa per la paura concreta di imbattersi in spacciatori o di trovarsi al centro di situazioni di pericolo».
L’esponente di Futuro Nazionale, pur esprimendo la massima gratitudine per l’impegno costante ed eroico dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza – che nell’ultimo periodo hanno impiegato anche reparti speciali e unità a cavallo per perlustrare le zone più impervie – sottolinea la necessità di un salto di qualità sul piano politico e amministrativo.
«L’enorme sforzo profuso dalle forze dell’ordine e le ordinanze finora adottate dai comuni non possono rimanere interventi tampone per ripulire le aree dopo che il danno è stato fatto. Non possiamo rassegnarci all’idea che intere porzioni del Biellese siano ‘zone rosse’ sconsigliate ai cittadini perbene. Servono risposte straordinarie: un coordinamento ancora più stringente in Prefettura, l’impiego capillare di tecnologie di rilevamento e videosorveglianza sui varchi d’accesso, il daspo urbano per chi acquista la sostanza alimentando questo mercato di morte e una presenza costante che sottragga fisicamente il terreno al degrado».
«La sicurezza e la libertà di godere delle proprie radici e della propria natura non sono un privilegio, ma un diritto fondamentale – conclude Guido Dellarovere –. Futuro Nazionale continuerà a dare voce al grido d’allarme dei cittadini e a fare pressione in ogni sede istituzionale affinché la riappropriazione dei nostri boschi sia considerata una priorità assoluta e non rinviabile».
Guido DELLAROVERE

