
In questi giorni di profonda tristezza, la scomparsa di Maurizio lascia un vuoto incolmabile in tutti noi che abbiamo avuto il privilegio di conoscerlo. Ci siamo incontrati per la prima volta quando ero sindaco di Occhieppo Superiore: lui lavorava lì come informatico e, da quel legame nato per ragioni professionali, si è sviluppata un’amicizia profonda, sincera e indissolubile. Maurizio era una persona straordinaria, dotata di una generosità rara. In ogni frangente e in ogni momento, la sua disponibilità a darmi una mano è stata totale, piena e incondizionata.
Negli ultimi tempi, purtroppo, i nostri rapporti si erano un po’ diradati. Forse a causa di banali incomprensioni, non ci sentivamo più con la frequenza di un tempo. Eppure, l’affetto, l’umanità e la stima reciproca non sono mai mutati, rimanendo saldi nonostante la distanza. Pensavo spesso a lui e a volte ho provato a cercarlo. Probabilmente, nel silenzio della sua dura e dignitosa battaglia contro la malattia, ha preferito non condividere quel dolore così grande per non gravare sugli altri. Non sono più riuscito a parlargli, e questo oggi rappresenta un grande rimpianto: non aver potuto condividere quest’ultima parte del suo cammino terreno e non aver ricambiato appieno quell’amicizia quasi paterna che mi ha sempre offerto.
Spesso, in paese e nell’ambiente di lavoro, molti lo criticavano accusandolo di avere un carattere burbero, spigoloso e duro. Ma chi guardava oltre le apparenze sa bene che dietro quella corazza si nascondeva un’umanità infinita, guidata da solidi e rari valori morali. Maurizio era un vero amico, una figura d’altri tempi che si prodigava per gli altri senza chiedere mai nulla in cambio. Ha aiutato tantissima gente ed è stato vicino a molte persone nei momenti del bisogno. Purtroppo, forse non tutta la comunità ha compreso fino in fondo la grandezza del suo animo buono e la purezza delle sue intenzioni.
Per me è stato un punto di riferimento fondamentale, e i frammenti della nostra quotidianità resteranno impressi nella mia mente. Accendendo il computer in ufficio, il mio pensiero andrà inevitabilmente a lui e alle sue competenze. Ogni volta che mi improvviserò elettricista dilettante per fare uno dei miei soliti “collegamenti volanti”, mi sembrerà di sentire la sua voce ironica che mi rimprovera, dandomi del testone e dicendomi che avrei dovuto chiamare direttamente lui, invece di perdere tempo a inventare soluzioni strambe che poi lo costringevano a lavorare il doppio per rimediare.
Oggi Maurizio è passato a miglior vita, lasciando un segno indelebile nel mio cuore. Caro Maurizio, ora che sei nei «Campi Elisi», sono certo che troverai subito il modo di programmare qualcosa di straordinario per rendere anche gli angeli e i santi un po’ più tecnologici. Grazie per la tua preziosa amicizia, per la tua costante vicinanza e per tutto quello che hai fatto per la nostra comunità, ma soprattutto per me. Non ti dimenticherò mai. A Dio, Maurizio.
Guido
