Quello che è accaduto sul lungomare di Taranto, nei pressi della passeggiata Leogrande e di viale Virgilio, non è una semplice bravata né un banale diverbio stradale. È la dimostrazione spaventosa di come la sicurezza nelle nostre città sia ormai al collasso.
La dinamica dei fatti è agghiacciante nella sua semplicità: una donna sta passeggiando tranquillamente con il proprio cane quando nota uno scooter procedere a velocità eccessiva sul percorso pedonale. Gli chiede semplicemente di rallentare. La reazione del guidatore? Arresta la marcia, apre il bauletto, estrae un machete e glielo punta direttamente alla gola prima di scappare.
Mentre gli organi di stampa per ora si limitano a riportare genericamente che si tratta di un cittadino straniero, senza rivelarne l’esatta nazionalità né i dettagli sul suo stato di soggiorno, la domanda da porsi è un’altra, ed è politica e istituzionale: chi è che va in giro per le nostre strade, in pieno giorno, con un machete pronto all’uso nel bauletto dello scooter?
Non parliamo di un temperino, ma di un’arma da taglio di dimensioni belliche, portata appresso come se fosse la normalità. È questo il modello di società che dobbiamo accettare?
Non possiamo più tollerare questo clima di impunità. Quando le persone perbene rischiano la vita per aver chiesto il rispetto di una regola elementare di convivenza civica, significa che lo Stato ha arretrato troppo.
Come Futuro Nazionale chiediamo risposte immediate e senza sconti:
1. Trasparenza e certezza della pena: Massima chiarezza sulle generalità, sulla posizione e sulla regolarità di chi compie simili atti criminali. Nessuno sconto, nessuna scusa sociologica: chi punta un machete contro un cittadino inerme deve finire in galera ed esserne espulso se privo dei requisiti.
2. Controlli a tappeto sul territorio: Servono perquisizioni immediate sui veicoli, presidio fisso delle zone di passeggio e tolleranza zero verso l’illegalità diffusa.
3. Pugno di ferro per i reati d’armi: Chi circola armato di lame da guerra deve essere bloccato prima che la tragedia consumata sostituisca la sfiorata carneficina.
Un plauso va all’intervento dei Carabinieri che hanno rintracciato e fermato l’uomo. Ma ora la magistratura e la politica facciano la loro parte: la pazienza dei cittadini è finita, servono rigore e pugno duro per restituire la sicurezza alle nostre città.
Guido Dellarovere

