IL DARDO del 20 LUGLIO 2026 – La patetica maschera della sinistra: tra complessi di superiorità e nostalgie della P38

Ci hanno ammorbato per decenni con lezioni di galateo istituzionale, democrazia prêt-à-porter e Superiorità Morale con la ‘S’ maiuscola. Si sono auto-eletti guardiani del bene, arbitri del pensiero corretto e paladini della non-violenza. Poi, basta scalfirne la superficie, basta che il popolo sovrano non voti come vogliono loro, ed ecco che la bestia ideologica riemerge in tutta la sua squallida realtà.

“Noi i fascisti li combattiamo alle urne e poi a un certo punto se serve, se servirà, con i fucili”. A pronunciare questa frase da guerriglia urbana non è stato un disadattato da centro sociale con problemi di inserimento, ma un esponente del Partito Democratico. L’ennesimo “professionista del bene” che, rimasto orfano di argomenti politici e, soprattutto, di voti, rispolvera il vecchio vizio di famiglia della sinistra: la minaccia armata.

Siamo di fronte a un misto di ridicolo e di pericoloso. Ridicolo, perché vedere questi signori in giacca e cravatta, abituati ai salotti radical-chic e ai buffet esclusivi, giocare a fare i partigiani fuori tempo massimo fa sinceramente ridere. Pericoloso, perché rivela il loro totale analfabetismo democratico. Per questa gente, la democrazia è un optional: vale solo se vincono loro. Se gli italiani scelgono la destra, allora il voto popolare non conta più e si passa alle minacce, evocando i fucili e gli anni più bui della nostra storia.

La verità è che dietro la retorica stantia dell’antifascismo da passerella si nasconde il vuoto assoluto. Non avendo idee per il Paese, non sapendo come rispondere ai problemi reali dei cittadini, non potendo più contare sull’egemonia culturale di una volta, non resta loro che inventarsi un nemico immaginario da combattere con le armi della frustrazione e della violenza verbale. Chiunque non sia allineato al loro catechismo progressista diventa un “fascista” da eliminare, se necessario, con la forza.

Come Futuro Nazionale Biella, proviamo solo una profonda commiserazione per chi è ridotto a questi livelli di disperazione politica. Le vostre minacce colme di bile non spaventano nessuno. Mentre voi continuate a sognare nostalgicamente la P38 e le barricate nei vostri deliri di onnipotenza, noi continuiamo a lavorare tra la gente, forti del consenso reale e del rispetto delle regole democratiche.

Posate i fucili della vostra propaganda isterica e rassegnatevi: l’Italia è libera, soprattutto da voi.

Guido DELLAROVERE