Il recente via libera al Ddl Valditara sul Consenso Informato rappresenta un punto di svolta fondamentale per la scuola italiana e, di riflesso, per le comunità delle nostre valli. Si tratta di un atto di trasparenza e di rispetto che finalmente mette un freno alle infiltrazioni della cosiddetta cultura woke e di teorie ideologiche all’interno delle aule scolastiche. Da tempo assistiamo al tentativo di importare nelle nostre scuole modelli fluidi che nulla hanno a che fare con l’istruzione, ma che pretendono di sostituirsi al ruolo naturale della famiglia.
Oggi, grazie a questo provvedimento, le famiglie biellesi hanno un’arma di difesa in più. Alle mamme e ai papà del nostro territorio voglio dire una cosa chiara e netta: non dovete avere paura di non dare il consenso. Esprimere il proprio dissenso verso progetti che non si condividono non è un atto di retroguardia, ma un legittimo esercizio del diritto alla libertà educativa. La famiglia è la prima e unica agenzia a cui spetta l’educazione affettiva e valoriale dei figli. Lo Stato deve istruire, non catechizzare secondo le mode del momento.
Tuttavia, l’applicazione pratica della legge rischia di creare un paradosso logistico all’interno delle scuole. Se un progetto viene inserito nel normale orario scolastico, il ragazzo il cui genitore ha legittimamente negato il consenso rischia di essere “parcheggiato” in un’altra aula, escluso dal gruppo classe, posizionato “dove non si sa” in attesa che l’esperto di turno finisca la sua lezione ideologica. Questo non è giusto e rischia di discriminare chi esercita un proprio diritto.
Ecco perché avanzo una proposta di puro buon senso ai dirigenti scolastici del nostro territorio: questi temi non devono essere trattati durante le lezioni curricolari. Devono essere proposti al di fuori dell’orario scolastico, come tante altre attività extracurricolari (dallo sport al teatro).
Invece di costringere la scuola a una complessa gestione dei “non consensi” e dei ragazzi da spostare, sarebbe molto più lineare, trasparente e corretto chiedere alle famiglie una volontaria adesione a un’attività extra scolastica. Chi è interessato partecipa il pomeriggio, chi non lo è torna a casa, senza creare disagi organizzativi alla scuola, senza svuotare le classi e senza mettere a disagio gli studenti.
Difendere l’identità del nostro territorio significa anche questo: applicare le leggi nazionali con il pragmatismo tipico della nostra gente, rimettendo la famiglia al centro e tutelando la serenità dei nostri figli da ogni deriva ideologica. Futuro Nazionale sarà sentinella vigile nelle scuole del Biellese affinché il diritto dei genitori sia sempre garantito, senza scorciatoie e senza compromessi.
Guido DELLAROVERE

