All’indomani dell’intensa maratona del Consiglio comunale aperto dedicato allo spostamento del mercato cittadino da piazza Falcone al centro e al progetto sui giardini Zumaglini, è tempo di tirare le somme su quanto accaduto a Palazzo Oropa e in piazza Duomo.
Quella di ieri è stata chiaramente la giornata del dissenso. Da un lato, il presidio e la protesta rumorosa in piazza dei mercatali ambulanti, dei residenti e dei comitati cittadini; dall’altro, un dibattito acceso all’interno della stessa maggioranza, dove sono emersi con forza i distinguo e i dubbi sollevati da vari alleati.
Come Futuro Nazionale, oggi possiamo unicamente stare a guardare e osservare le dinamiche che si stanno sviluppando. Non nascondiamo che quanto si è visto ieri ce lo aspettavamo: le tensioni sul tema erano manifeste da mesi e il nodo prima o poi sarebbe venuto al pettine.
Tuttavia, da osservatori esterni ma attenti alla politica cittadina e al rispetto delle istituzioni, riteniamo doveroso richiamare tutti a un principio fondamentale della politica e del buongoverno: le alleanze e gli accordi politici, una volta stipulati, vanno sempre rispettati.
Quando si sceglie di fare un percorso insieme e di governare una città, la compattezza e la lealtà verso il mandato amministrativo devono venire prima di ogni altra cosa. Ciò non significa che non vi possano essere opinioni divergenti o perplessità su scelte complesse come quella del commercio e della rigenerazione urbana. Il confronto, anche aspro e con sfumature diverse, fa parte della vita democratica di una coalizione. Ma c’è una sede e un modo opportuno per farlo: i dubbi si analizzano, i problemi si affrontano e il dissenso si dibatte nelle stanze della maggioranza, a porte chiuse.
Scendere in piazza o mostrare spaccature pubbliche al momento del voto non fa che indebolire l’azione amministrativa e generare confusione tra i cittadini e gli operatori economici già messi a dura prova. Gli impegni presi di fronte agli elettori e tra le forze politiche della coalizione richiedono responsabilità.
Ora che la giornata del confronto e della protesta è archiviata, la palla torna alla Giunta e alla maggioranza. Noi di Futuro Nazionale attendiamo con cura di capire quale sarà il prosieguo di questa vicenda, auspicando che prevalgano la serietà, il rispetto dei patti e la ricerca della soluzione migliore per il bene di Biella.
C’è infine una considerazione di fondo che non va dimenticata: la democrazia rappresentativa funziona attraverso il voto e l’esercizio della responsabilità istituzionale, non attraverso le sommosse di piazza o la ricerca di un consenso urlato. I cittadini votano per eleggere i propri rappresentanti, e chi viene chiamato ad amministrare ha il dovere morale e politico di assumersi la responsabilità delle decisioni, comprese quelle più complesse o impopolari. Chi governa rappresenta la totalità dei 43.457 biellesi, una comunità vasta e variegata che certamente non coincide del tutto con la platea presente in piazza ieri. Ascoltare tutti è dovere di chi guida la città, ma cedere alla piazza o delegare le scelte aministrative alle proteste significherebbe rinnegare il mandato ricevuto dagli elettori: la vera democrazia risiede nell’equilibrio e nella responsabilità del governo, non nelle rivoluzioni.
Guido Dellarovere

